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Immagine descritta nella didascalia sottostante




Molti nostri connazionali abitanti in Turchia sono stati costretti a far ritorno in Patria. L'ordine di espulsione venne improvvisamente da Costantinopoli, e tutti gli italiani, per la massima parte umile gente di operai, di pescatori, di piccoli trafficanti, dovettero partire senza indugio. Molti dei forzati immigranti, essendo pur sudditi italiani, ignorano affatto la nostra lingua perché nati e cresciuti negli scali levantini. Lo sbarco di tanta povera gente a Napoli strinse il cuore.

(Da "La Domenica del Corriere" del 2 giugno 1912)