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Immagine descritta nella didascalia sottostante




Il drammatico fatto che illustriamo è accaduto il 21 dello scorso mese davanti al Tribunale penale di Civitavecchia. Si discuteva una causa tra due condannati, certi Puglia Giuseppe e Furfaro Francesco, i quali in una questione avvenuta al bagno si eran feriti. Mentre il primo deponeva, l'altro interloquì, e, tirata fuori una piccola lama acuminata, che teneva nascosta nella bocca, gliene inferse quattro forti colpi alla faccia e al collo. I carabinieri accorsi durarono non poca fatica a trattenere il Furfaro che inferocito come una belva gridava: "Mi dispiace di non averti ammazzato!".

(Da "La Tribuna illustrata" del 5 marzo 1899)