Menu
Mostra menu

Immagine descritta nella didascalia sottostante




Dopo Musolino, dopo Lombardo, dopo il Moretto ed il Biondin, ecco un altro brigante che dà da fare alla pubblica forza in Italia: il Varsalona. I carabinieri si erano recati a Castronovo per arrestare certo Francesco Lino, favoreggiatore del Varsalona, un possidente di 52 anni, di straordinaria forza muscolare. Egli si rifiutò di aprire. Il maresciallo Flamini, con parole persuasive tentò di vincere l'ostinazione del Lino; però questi ad un certo punto, preso da improvviso e inconcepibile furore, e dato di piglio bruscamente al fucile, esplodeva due colpi all'indirizzo dei carabinieri ferendo leggermente il Flamini alla mano destra. I militari si affrettarono a rispondere al fuoco ingaggiando un vero conflitto e crivellando di proiettili le imposte del balcone. Alle detonazioni,, accorse, dalla vicina caserma, il carabiniere Gambacorta Salvatore, il quale, ignaro del pericolo, si avviava alla porta del Lino. Ma un'altra fucilata esplosa all'improvviso dal balcone lo colpiva in pieno petto freddandolo all'istante. Grazie all'intervento del fratello dottor Eduardo, il ribelle si decise ad aprire la porla, dopo di che venne ridotto all'impotenza dai carabinieri che lo legarono tutto con una lunga fune.

(Da "L'Illustrazione Italiana" del 30 novembre 1902)