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Immagine descritta nella didascalia sottostante




Ecco i particolari di questa brillante operazione dei carabinieri. Il brigante Domenico Lombardo dopo i numerosi arresti (circa duecento) dei suoi favoreggiatori più fidi nonché di molti suoi parenti, era rimasto addirittura isolato e costretto a chiedere aiuto a quelli che gli stavano d'attorno. Decise perciò, trovandosi presso il bosco di Lamia, in territorio del comune di Gioia Tauro (Palmi), di mandare il ragazzo Alfonso, Albanese presso il medico di Arcuri con un biglietto per chiedergli 300 lire sotto minaccia di morte qualora si fosse rifiutato. L'arma dei Carabinieri, che faceva un attivo e costante servizio di vigilanza nel territorio di Gioia Tauro, saputo tale fatto riescì a fermare poco dopo il suddetto ragazzo e lo indusse ad accompagnarli sul posto ove si trovava il brigante. La mattina del 15 agosto alle ore 8,30, disposti in appiattamento i carabinieri Greco Pietro e Procopio Giovanbattista, insieme ad una guardia campestre, videro passare il bandito Lombardo. La guardia campestre lo chiamò a nome: allora il Lombardo, accortosi dell'appiattamento stava per fuggire, ma poscia estratta la rivoltella sparò due colpi in direzione della forza pubblica. I carabinieri rispondevano subito parecchi colpi di moschetto rendendo il brigante cadavere.

(Dal "Corriere Illustrato della Domenica" del 31 agosto 1902)