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Immagine descritta nella didascalia sottostante




Da qualche tempo percorreva la campagna del Novarese una banda di malfattori, capitanati da Francesco De Michelis, detto Biondin, e da Luigi Fiandi, detto il Moretto. A questa banda si imputava appunto l'uccisione di un carabiniere e di una guardia campestre. Fu la sera del 30 ottobre che i carabinieri riscirono a scoprire i due malfattori a Monticello, mentre stavano giocando a scopa. il carabiniere Carlini si avvicinò con precauzione alla porla d'ingresso e cercò di spingere lo sguardo nell'interno dell'esercizio. Il Moretto si accorse che qualcuno spiava e, gettate le armi, scattò in piedi con la rivoltella in pugno: il Biondin, fece subito altrettanto: e mentre il brigadiere apriva la porta i malfattori esplosero contro due colpi, andati a vuoto, ai quali rispose il brigadiere con un colpo di moschetto, che ferì il Moretto ad un fianco; il Biondin, con agilità felina, balzò nell'attiguo locale, ma il carabiniere Carlini lo inseguì, impegnando una lotta corpo a corpo. Il Biondin riescì a ferire il carabiniere Caffini al braccio; il brigadiere accorse in suo aiuto, e colpì il malfattore alla testa col calcio della rivoltella con tal forza che credette di averlo ucciso, e si diede a soccorrere il compagno. Ma il Biondin, che non era nemmeno ferito mortalmente, si risollevò e fuggì. Il Moretto, già ferito a morte da colpi di moschetto e di rivoltella morì poche ore dopo.

(Dal "Corriere illustrato della Domenica" del 16 novembre 1902)