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Immagine descritta nella didascalia sottostante




La dissolutezza e l'immoralità del mondo aristocratico di Bologna sono venuti alla luce durante il processo celebrato a Torino per l'uccisione del conte Bonmartini. Il nobiluomo venne ucciso dal cognato Tullio Muni su istigazione della sorella Linda, moglie dell'ucciso e madre di due bambini, amante di un noto professore. Il delitto fu denunciato dal senatore Augusto Murri, padre dei due principali accusati. Tullio si confessò autore dell'omicidio con qualche lacrima ipocrita e senza rimpianti.

(Da "La Domenica del Corriere" del 12 marzo 1905)