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Immagine descritta nella didascalia sottostante




Lo sfratto dall'Italia della signorina Sordoillet. L'istitutrice francese, di Digione, era stata per alcuni anni istitutrice presso una buona famiglia di Milano. Morta purtroppo la bambina affidata alle sue cure, ella s'impiegò prima nel collegio di Guastalla, poi presso altre distinte famiglie per impartire lezioni di francese. Intanto la madre della bambina deceduta veniva a scoprire che suo marito elargiva qualche sussidio all'istitutrice e sospettò che fra i due esistesse una relazione amorosa. Nulla risultò di positivo al riguardo e la Sordoillet sporse denuncia per diffamazione, che fu indotta a ritirare dietro varie sollecitazioni e il versamento di lire 2.500. Tutto sembrava finito, sennonché una mattina la Questura le comunicò che da Roma erano arrivate disposizioni affinché entro nove ore lasciasse l'Italia. La scena mostra la Sordoillet mentre si avvia al treno e i carabinieri a cui venne affidato il pietoso incarico di sorvegliare la partenza affinché la poveretta non avesse a subire altre mortificazioni.

(Da "La Tribuna Illustrata" del 10 novembre 1895)