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Immagine descritta nella didascalia sottostante




Il 29 maggio scorso a poca distanza da Sassari, la forza pubblica riusci a compiere un bellissimo fatto, e cioè la cattura de' due famosi briganti Derosas e Angius. Questi, feriti in un precedente scontro co' carabinieri, s'erano ricoverati in casa d'un loro manutengolo, insieme ad un terzo loro compagno, il brigante Delogu. Denunziata la loro presenza, i carabinieri personalmente comandati dal maggiore Baratono e dal capitano Cappelli, riuscirono abilmente a circondare la casa e a sorprenderli. Appena segnalata la presenza della forza, partì dalla casa un vivo fuoco di moschetteria: i carabinieri, non curanti del pericolo, s'avanzarono, intimando la resa ai briganti. Procedeva in testa il maggiore Baratono, seguito dal maresciallo Audisio; ma quest'ultimo, colpito da una pallottola, cadde morto. Il Derosas e l'Angius, vista inutile ogni resistenza, s'affacciarono alla porta e, presentando le loro carabine rivoltate, gridarono: " Ci arrendiamo al signor maggiore ". Questo brillantissimo fatto ridona la tranquillità alla provincia di Sassari, dove regnava veramente il terrore per i malefatti di quei tre pericolosi briganti.

(Da "La Tribuna Illustrata" del 10 giugno 1894)