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Immagine descritta nella didascalia sottostante




IL PROCESSO DEI MILIONI. Da diverse settimane tutto il popolo italiano, anche i più poveri, vivono in mezzo ai milioni. Pochi processi sono eccezionali come questo d'Ancona per varietà di tipi, per singolarità di situazioni, per molteplicità di avvenimenti, per originalità tutte speciali. Alle volte stando nell'aula, voi provate l'illusione di essere in teatro, all'ultimo atto d'una commedia d'Arena, e vi conforta in questa supposizione la vista della folla a bocca e occhi aperti calcata nell'aula, e le signore e le signorine puntare il binoccolo nei palchetti e nella tribuna. Il ministro Tajani ha fatto anche lui la sua brava circolare contro la teatralità dei dibattimenti giudiziati. Invece di circolari che non servono a nulla, basterebbe fare come in Germania. Là, nelle aule ci sono sedie per tutti; il pubblico dev'essere seduto. Quando non ci sono più posti, non si lascia più entrare nessuno. Ciò basta per evitare la folla scandalosa; rumorosa, e spesso brutale dei nostri tribunali, che servono spesso di scuola di malfattori. Qui la teatralità è tanto più grande che tutti sedici gl'imputati hanno l'aria di recitare una parte. I carabinieri hanno il loro bel da fare per mantenere l'ordine ed assicurare il corretto svolgimento del processo.

(Da " L'Illustrazione Italiana " del 1° agosto 1886)