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Un masnadero modello

Immagine raffigurante due carabinieri che disarmano un malvivente
Ruoni Agostino, nativo di Posada in quel di Nuoro, disertore dal Regio Esercito, acquistò la funesta fama di masnadiero modello. Le uccisioni, le rapine, gli incendi segnalavano il suo passaggio onde egli era addirittura lo spavento delle campagne che percorreva.

Per l'ardito maresciallo Manai Giovanni, comandante la stazione di Tempio, il Ruoni era un continuo stecco negli occhi ed al quale egli teneva costantemente rivolta tutta la sua attenzione.
- Io so che il Ruoni gironza nel territorio di Tempio, disse al pastore - se tu me lo fai arrestare, la taglia che c'è di 3.000 lire è tutta per te.
- Da vero mi promettete tutta per me la taglia?
- Te la prometto tutta per te, sulla mia parola d'onore.
- Ebbene signor maresciallo, Agostino è stato visto sulla montagna Limbara; il suo conterraneo Famingheddu, che ha colassù lo stazzo del suo gregge, gli dà ricetto: il bandito vi tornerà domani sicuramente.
- Va bene: siamo intesi
.


Senza frapporre un minuto d'indugio il maresciallo Manai si reca dal suo collega maresciallo Pisano Antonio, alla tenenza di Tempio, e lo mette a parte delle notizie raccolte. I due sott'ufficiali concordano il piano dell'operazione e presi un brigadiere, quattro carabinieri, due appuntati, quando la notte è inoltrata si pongono in via.
Il sole è già alto sull'orizzonte quando il malfattore, armato di fucile a due canne con pistola alla cintola, sbuca dal vicino bosco, guarda intorno tutto sospettoso, si avvia allo stazzo e vi entra.


Dal gruppo dei due sott'ufficiali parte il segnale convenuto e le tre pattuglie corrono all'assalto. Il maresciallo Manai ed il carabiniere Contini sono i primi a penetrare nel chiuso, Il malfattore è sorpreso, ma nonostante spiana il fucile contro il maresciallo e grida di bruciargli le cervella se avanza: il maresciallo e il Contini più risoluti e più rapidi che mai, gli saltano addosso; intanto sopraggiungono gli altri e tutti insieme lo legano.


(Da "Il Carabiniere" del 21 ottobre 1882)